1954
Dicembre 21, 2007
Te ne stai seduta da sola,
fuori è buio. Le automobili passano in Sunset Boulevard come un’interminabile fila di scarafaggi. Le ruote fanno un fruscìo sommesso, raffinatissimo. Hai fame e dici: ‘Fa bene alla linea non mangiare; non c’è niente di più bello di una pancia liscia a tavoletta’.
Quando a Hollywood guardavo fuori nella notte, pensavo: devono esserci migliaia di ragazze che stanno sedute da sole come me a sognare di diventare dive del cinema. Ma non voglio interessarmene: io sogno più intensamente di loro.
Così finisce la mia storia come Norma Jeane…Affittai una stanza a Hollywood e mi trasferii là a vivere da sola. Volevo capire chi ero. Appena ho scritto ‘Così finisce Norma Jeane’ sono arrossita, come se mi avessero sorpreso a mentire. Perchè quella bambina triste, amareggiata, cresciuta troppo in fretta, non è mai uscita dal mio cuore. Nel pieno del successo, sento ancora i suoi occhi spaventati che guardano attraverso i miei. Continua a dire: ‘Non sono mai vissuta, non sono mai stata amata’, e spesso mi confondo e penso di essere io a dirlo.